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mercoledì 5 luglio 2017

Ci pensate mai a me?

"Ciao, scusa il disordine. Siediti sul letto. Devo parlarti"

"Con quella faccia? Sentiamo."

"Ascolta, così non può continuare..."

"No guarda ti blocco subito. Hai rotto le palle per settimane alla Pioggia ed ora metti in mezzo pure me? No, ora dimmi io che c'entro. Che t'ho fatto, ho forse saltato qualche nottata? Lei per mesi non c'è stata e posso capire ma io? Io ci sono sempre stato, puntuale, svizzero e preciso e sempre della stessa durata, equinozi a parte. Non sei il centro del mondo. Devi mettertelo in testa."

"Innanzitutto stai calmo e abbassa i toni. Non sono tua sorella."

" Ti risulta abbia una sorella?"

" Si fa per dire. Sono venuta qui con le migliori intenzioni e sai che ti ho sempre molto amato ed anche da piccola non mi hai mai fatto paura però sembra che ora sia tu ad aver paura di me e questo non va affatto bene."

"Già so dove vuoi arrivare. Non ho paura di nessuno. Casomai ne faccio io, ahimé. E' solo che mi annoio spesso e mi diverte essere un pò impertinente. Il tuo cervello contorto si presta moltissimo ai miei giochini sadici e mi chiedo, dopotutto "perché non approfittarne?".

"Buio, ascoltami. Fino a che c'è Luce, fosse anche solo quella fioca dell'abat-jour io e te ci scopriamo perfettamente compatibili. Appena vedi che dal letto il mio braccio s'allunga per quel maledetto click di fine giornata ecco che ti parte l'embolo e non ti riconosco più. Mi entri dal naso, dalla bocca e dalle orecchie e sfilacci i miei neuroni e alle sinapsi gli dai fuoco. Apri la botola e ci butti dentro pensieri, dubbi, ricordi, paure, ansie...manco fosse una discarica di indifferenziata. Esageri. Mi porti indietro nel tempo e poi avanti e appesantisci il presente e io chiudo gli occhi ma tu me li spalanchi e ci soffi dentro e mi fai male. Mi giro, mi rigiro, mi stiro, mi allungo, fisso il soffitto ma niente. Tu continui imperterrito e ridi di gusto. Ora spiegami perché con la Luce non ho questo rapporto e appena compari tu devo pensare di finire in psicanalisi forzata."

" Ti piace l'ansia? L'angoscia? L'essere solitaria? Il tuo panico? L'indipendenza intellettuale e fisica? Bene. Allora ti tieni anche tutto quello che queste scelte comportano."

" A me non piace nulla di ciò che hai elencato. Non mi vedi forse lottare tutte le notti? E comunque, Buio, io non ti ho chiesto di educarmi. Non è il tuo ruolo. Tu devi farmi dormire. Punto. Mi conosci da 33 anni e non mi pare proprio che io ti abbia mai giudicato quindi ti prego di non giudicare me e i miei difettacci orrendi: ci lavoro da una vita e quando c'è Luce riesco a tenere tutto sotto controllo, appena arrivi tu il caos totale e ormai lo so che lo fai apposta. Il primo giorno di scuola, l'ultimo, l'università, quello che potevo fare e non ho fatto, quello che vorrei fare ma non posso, chi vorrei essere, chi sono, le scelte sbagliate, i rancori, i rimorsi, i sensi di colpa improvvisi, le domande più assurde, i ricordi che non voglio ricordare, i momenti che non tornano, le persone che non tornano, il male subìto, i treni persi, le occasioni mancate. No dico: ti pare normale che appena io spengo l'abat-jour tu inizi i peggiori porno festini col mio encefalo? Ti sembra rispettoso? Ma poi perché proprio con me fai lo stronzo?"

" Perché non mi diverto con chi si addormenta subito. A me questo ruolo da balia sta stretto. Nessuno mi fa mai giocare. Ma non ci pensate mai a me? Massa di egoisti. Vi servo solo per il vostro ingrato sonno o peggio ancora per nascondervi dal mondo e da voi stessi."

"Non fare lo psicologo con me. Sei patetico. A me servi per dormire e sai che ne ho bisogno. Punto. Non ti ho fatto mai alcun torto, non mi sono mai approfittata di te ed ecco servito il ringraziamento. Mi costringi a dormire con la luce accesa o a prendere un sonnifero o a farmi una canna, che ne so..."

"Patetico io? Ma senti chi parla...una che per dormire pensa di lasciare la luce accesa o prendere un sonnifero o addirittura farsi una canna...ma i tuoi amici lo sanno che non te ne sei mai fatta una in tutta la tua vita? Che ridere, moriresti al primo tiro, fracica come sei. Ma fammi il piacere."

"Hai finito di prendermi in giro? Vedi come sei aggressivo e permaloso? Non basterebbe ammettere che hai sbagliato e che da oggi mi lascerai uno spiraglio di tregua?"

"Il problema rimane. Con la Luce avete tutti gli occhi aperti, la guardate, vivete le vostre giornate. Appena arrivo io gli occhi si chiudono, nessuno mi osserva, nessuno è vigile, faccio solo paura ai più e i bambni spesso piangono che neppure l'esorcista fa tanto rumore. Credi sia facile da sopportare? Certo, tu dormi...che ti importa. Ma io, io ne soffro. Io non so neppure di che colore sono le vostre iridi però conosco a memoria le vostre palpebre, sai che divertimento...non posso neppure giocare a farvi ombra col sole perché al mio arrivo anche il sole dorme. E guardate la Luna, certo. Lei la guardate vero? Lei si che è bella. Io do fastidio, lei no. Io mi diverto a spostare il lobo frontale, quello parietale, quello occipitale e pure quello temporale come pedine impazzite mentre la Luna, la vostra bella Luna statica è presente in tutte le posie d'amore e nelle canzoni, nei romanzi, nei baci della gente, nelle foto ricordo, negli occhi degli astronomi e nei disegni dei mocciosetti. Parli della tua solitudine senza mai aver considerato la mia. Parli del tuo sonno senza mai aver pensato che quando tu ti svegli io sto ancora lavorando in un'altra parte di mondo. Non riposo mai e la sola cosa che sai fare è lagnarti perché prima di lasciarti andare alle tue 7 o 8 ore mi permetto di attirare la tua attenzione scapigliando i peduncoli cerebrali. Eppure di albe insieme ce ne siamo viste tante. Lo hai già dimenticato? Tante volte hai aspettato che me ne andassi salutandomi con una sigaretta in finestra ed io ogni volta non me ne andavo a mani vuote ma ti consegnavo ai colori freddi dell'alba, i tuoi preferiti da sempre. Cos'è, non hai più il fisico?"

" Hai ragione. Se ne sono sempre tutti andati lasciando un gran vuoto. Anche la Luce, in effetti. Tu quando mi saluti lo fai in punta di piedi, lentamente e mi affidi all'alba e giuro che te ne sarò riconoscente a vita. Ora basta però. Non volevo farti piangere. Vieni qui, sdraiati. Stanotte non dormo, veglio io su di te. Accendo la luce. Tu puoi non badare al mio sonno ma riposarti, finalmente."

"Abbracciami. Ti prego. Sono così stanco."



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