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lunedì 23 gennaio 2017

Risveglio

Aprite dolcemente gli occhi. Alzate lentamente le palpebre. Sentite le pupille restringersi e accorgetevi di quella sensazione. Siete rinati. Ogni giorno rinasciamo. Oggi siete nuovi e diversi da ieri e da domani. Si, oggi potete ricominciare daccapo, evitare gli errori, dire ciò che non avete detto e trovare un nuovo coraggio.
Non prendete in mano il cellulare. Non ce n'è alcun bisogno a meno che non stiate seguendo da vicino una situazione dai risvolti gravi e improvvisi.
Fissatevi un pò a guardare il soffitto prima di muovere qualsiasi altra parte del vostro corpo. Soffermatevi sul pensiero di questo miracolo:  siete vivi, respirate, il cuore batte e il vostro corpo c'è e pesa abbandonato sul letto. Sentite il peso dei muscoli senza opporre resistenza alcuna. Fidatevi del materasso che vi tiene.
Non toglietevi subito le coperte di dosso ma abbandonate il calduccio poco a poco. Datevi tempo senza traumi.
Ascoltate il bisogno del risveglio. Ascoltate la vostra esigenza di lentezza. Alzatevi piano per evitare spiacevoli giramenti di testa.
Poggiate i piedi scalzi sul pavimento posando la pianta intera. Sentite di esserci. Se avete un animaletto che dorme con voi salutatelo, dategli il buongiorno e ringraziatelo di esistere. Fermatevi qualche secondo a guardarlo mentre mordicchia la sua coda o mentre sbadiglia insieme a voi.
Non alzatevi subito dalla posizione in cui siete: piano, indossate qualcosa di caldo a portata di mano, come una vestaglia di ciniglia o un soffice maglione largo e senza costrizioni. Tre taglie in più della vostra possono andare bene.
Infilate i piedi nelle pantofole miti, legate i capelli se vi danno fastidio e lentamente sgranchite collo, braccia, polsi, mani, gambe e piedi.
E' il momento di alzarsi.
Si, tirate su le serrande ma non accendete la tv. Concedetevi un filo di musica e non pensate a chi, prima del risveglio vi ha  scritto/cercato/pensato. Ora non ne avete bisogno. Questo è il vostro momento. La mattina vi ha partoriti e dovete prendervi cura di voi.
Calma, esercitatevi a mantenere quel respiro profondo e lento che vive nel ventre , preparate un tè caldo e magari, seduti sul divano, mentre il vostro animaletto mangia la sua colazione, fermatevi a contemplare ciò che c'è fuori dalla vostra finestra . Sempre la stessa veduta? No, ogni giorno qualcosa cambia, anche fosse solo il ballo delle foglie a seconda del vento. Pensateci. Non datelo per scontato. Voi siete parte di tutto questo.
Ogni problema sarà risolto, chi vorrà tornare lo farà senza bisogno di correggere il vostro personale progetto di vita, chi chiuderà la porta per sempre sarà ben presto dimenticato e perdonato.
Le difficoltà le supererete con la pazienza e la forza di cui siete capaci. Se pensate di non essere forti abbastanza forse siete solo poco decisi. Convincetevi, siate coerenti, desiderate ardentemente.
Non dimenticate di dare ciò che vorreste ricevere e fatelo senza aspettarvi mai nulla in cambio se non una delicata e nobile espansione della vostra stessa rara umanità che al momento giusto non passerà inosservata e porterà con sé un carico di benessere inimmaginabile.
Ecco, sta iniziando un nuovo giorno.
Indossate un sorriso seppur finto, ma indossatelo. Ci farete l'abitudine e magicamente diventerà sincero.
Respirate con la pancia.
Va tutto bene.
Siete nei pensieri di chi vi ama e quindi siete al sicuro.

 https://www.youtube.com/watch?v=Q4oInT79CUk

venerdì 13 gennaio 2017

Smettila.

La devi smettere di prendermi alla sprovvista.
Soffro di tachicardia e pressione bassa.
Non amo le sorprese.
Mi si stringe lo stomaco anche per cose di poco conto.
Soffro di attacchi di panico e vertigini. Mi conosci, lo sai bene, quindi, te lo ripeto, con tutta la calma che possiedo: se io cammino e sono sovrappensiero ( e non fare la vaga perché tu lo sai benissimo che io sono sempre sovrappensiero quando cammino) non posso avere continuamente l'ansia di svoltare un angolo qualsiasi e vederti apparire così, senza un minimo di preavviso.
Mi farai morire di crepacuore.
Roma, piantala. Una volta per tutte.




(...qualche giorno dopo....)

Mi hai rifatto lo scherzetto. Anche stavolta camminavo e ti sei accorta di quanto fossi distratta, vero? Ammettilo. Lo hai fatto apposta e ora ti immagino sorridere come una ragazzina dispettosa che sa che sarà perdonata ma non prenderci gusto. Già ti ho detto mille volte che mi sento male e non si gioca con le aritmie. Devo andare a lavoro, sono di corsa, ora non posso restare. Sei impunita e vanesia perchè sai bene che poi mi fermo a bocca aperta a fissarti.
Roma, falla finita perfavore. Non sei affatto divertente.

































(qualche giorno dopo....)

Ascoltami attentamente: io ho provato Tavor, Prozac e Xanax. Nessun effetto.
Ho tentato l'ipnosi ma il medico non c'è riuscito mentre tu ci riesci tutti i giorni a qualsiasi ora.
Ho provato ad ignorarti fallendo pateticamente.
Mi sono messa un paraocchi ma anche i cavalli ridevano di me.
Ho indossato i miei occhiali da sole, hai presente, quelli che metto quando non voglio contatti con nessuno, neppure con te ma sei riuscita a farmeli togliere.
Ho pensato a tutti i paesi che ho visitato e agli infiniti tramonti a cui ho assistito a bocca spalancata.
Mi sono concentrata sui colori dell’alba e sulla sua inconfondibile sfumatura dal colore freddo. Meravigliosa, non trovi?
Ecco, si, arrivo al punto: non puoi essere gelosa e arrabbiarti come il pavone che dal nulla ti regala 180 gradi di maestosità. No, non puoi.
Io sono tua, lo sai. Sono tua da sempre. Basta con queste scenate di gelosia!
Capisci? Non esisti solo tu. Io ho anche bisogno di meravigliarmi per tanto altro e tu sei di un’arroganza impareggiabile.
No, non dire che non lo fai apposta. Ti ci impegni proprio, a farmi prendere questi colpi.
Ora spiegami che bisogno c’è di essere sempre tanto irreale e solenne.
Piantala, Roma. Piantala.
















- È prontooo! A tavolaaa!-
- Mammì, me manca la finestra de mezzo!-
- Sbrigati! Nonna ha fatto la parmigiana!-
- Scendo.-