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mercoledì 4 novembre 2020

A te


Ricordi la prima volta che ci siamo visti?
Ci siamo scelti al primo sguardo e dopo pochi giorni già eri con me, nella nostra casa. Si, nostra.
Eri lì a guardarmi, immobile, nel tuo angolo di luce preferito, compiaciuto e sempre accogliente. Mai un’espressione scomposta.
Mi hai sorretta quando esausta, dopo tanto lavoro, correvo verso di te abbandonandomi al tepore della nostra intimità che nessuno ha mai potuto scalfire.
Sempre uniti, sempre insieme, sempre noi.
Hai assistito ai miei pianti interminabili e alle mie risate più memorabili e non ti sei mai arrabbiato, quando come una bambina, mi sono sporcata mangiando.
Hai sopportato per 10 lunghissimi anni i miei folli orari notturni e sei rimasto sveglio, cullandomi e coccolandomi nel silenzio della notte che ci ha sempre fatto compagnia con la sua calma e le sue infinite riflessioni a cui solo il sonno poteva dare tregua per qualche ora.
Tu hai assistito alle evoluzioni dei miei amori. Hai ascoltato e visto ogni cosa, ogni persona e poi hai gioito con me oppure hai trascorso tanto tempo a rincuorarmi. Tu, solo tu, non sei mai andato via. Non sei mai uscito da quella porta né dalla mia vita. Sei sempre rimasto. Solido.
E lei? Si, la nostra piccola cucciola. L’hai coccolata per una vita intera e lei ha ricambiato sin da subito affidandosi completamente a te e alla tua sapiente morbidezza. Ti ha difeso ringhiando e mordendo chiunque osasse avvicinarsi. Ti ha riempita del suo odore, ti ha sempre riconosciuto, non ti ha mai rinnegato. La vostra è stata una tenerissima storia di amore puro e a volte, devo esser sincera, ho provato una certa gelosia. Non eri tutto per me, non lo sei mai stato. Mi sentivo di troppo, tra di voi. Percepivo nettamente di avere poco spazio. Lei, seppur piccina, lo occupava tutto e tu la lasciavi fare. Ma vi ho guardati tutti i giorni per ore, spesso mi sono incantata nell’osservare attentamente quanto foste uniti e complici e benché dovessi sempre farmi un pò da parte, ero comunque tanto felice e mi sembrava di non aver bisogno di altro per stare bene.
Ti ricordi le feste? Soprattutto i primi tempi...quanto ci siamo divertiti? Erano belle, rumorose e piene piene di amici. Adoravi la mia musica anche se non hai mai voluto ballare, neanche mezzo passo. Così austero e contegnoso. Riguardavo qualche foto proprio una settimana fa. Eri sempre disponibile e centrato. Ho sempre invidiato il tuo carattere: irremovibile ma sempre capace di far sentire a proprio agio chiunque volesse tentare un seppur timido approccio con te.
E sorrido ancora se ripenso a quando una volta ti ho vestito di nero. A me sembravi così carino! Eppure quella fase dark è durata ben poco: non ti piacevi e hai sempre e solo amato il rosso, con qualche piccola variante e tutti i tuoi accessori di classe. Eleganza e sobrietà ti hanno sempre contraddistinto.
Grazie per la compagnia, per il tuo silenzioso ma testardo esserci. Grazie perché non mi hai mai detto che ti pesavo e e sei stato avvolgente nelle rigide giornate d’inverno e ristoratore nei giorni più bollenti. Quante albe e tramonti abbiamo visto? Un’infinità. E quante foto ci siamo scattati? Impossibile contarle.
Perdonami se quando spesso sono dovuta partire nel corso di questi lunghi 10 anni ti ho lasciato qui. Ma ti ho portato sempre nel cuore, con me. E sono sempre tornata. Grazie per avermi aspettata ogni volta.
Ci siamo tanto amati. Ma proprio immensamente.
No, non ti sto lasciando. Si, ora c’è l’altro, lo so. Ma non sei stato rimpiazzato: è solo un rapporto di convenienza e comodità.
Mi hanno detto “dìsfatene!”. Invidiosi.
Non sanno che nonostante anche tu ora sia partito destinazione una nuova casa, noi non ci lasceremo davvero mai.
Ciao, mio adorato vecchio divano. È stato bellissimo averti.
tua fedelissima.

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